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Nel 2009 l'Italia ha risparmiato 1,1 punti di Pil dalla fattura energetica.
È la stima che emerge dal consuntivo dell'anno presentato dall'Unione Petrolifera.
La fattura energetica del 2009, ossia l'onere che il Paese sostiene per approvvigionarsi di energia dall'estero, si legge nel consuntivo, dovrebbe attestarsi a 41,4 miliardi di euro con un risparmio di 18,4 miliardi rispetto al 2008 e un peso sul Pil sceso dal 3,8% al 2,7%.
Nel 2010, invece, la fattura energetica dovrebbe tornare a salire per attestarsi intorno ai 47,5 miliardi di euro a causa, spiega l'UP, sia dell'attesa ripresa dei consumi che del generalizzato recupero dei prezzi delle diverse fonti.
Per quanto riguarda invece la sola fattura petrolifera «il forte ridimensionamento delle quotazioni internazionali del petrolio - si legge nello studio - e la contrazione dei consumi hanno permesso un risparmio di oltre 12 miliardi di euro» sulla fattura che, per il 2009, si stima a 20,5 miliardi di euro (-37%), con un peso sul Pil pari all'1,4%.
Quest'anno la fattura petrolifera potrebbe essere compresa tra un minimo di 22,8 miliardi di euro, e un massimo di 27,9 miliardi.
Asca