Home » Canale Tematico - Crediti e Finanza » Approfondimenti » Draghi: 'La debolezza di Basilea 2 è che aggrava l...

Crediti e Finanza

Draghi: 'La debolezza di Basilea 2 è che aggrava la situazione di chi sta già male'.

21.10.2008 Per Basilea 2 serve flessibilità. Per il rating occorre un'entità autonoma e sopranazionale.

«Basilea 2 non è morta, ma certamente ha bisogno di essere resuscitata in altra forma. La chiameremo Basilea 3». 
Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi ha rotto il tabù aprendo al superamento di Basilea 2, il sistema di regole per il credito che introduce una correlazione diretta tra il rischio che le banche si assumono concedendo prestiti alle aziende e garanzie da accantonare.
La sua debolezza principale, dice Draghi, è che Basilea 2 è pro-ciclico, cioè aggrava la situazione di chi già sta male
Inoltre, basandosi sulle agenzie di rating, viziate da macroscopici conflitti d'interesse committenti/clienti, «è evidente che così non è più utile». 
Specie per molte imprese, in difficoltà nell'accesso al credito e a farsi aprire linee di credito proporzionate ai propri piani industriali. 
Invocando una nuova Basilea 3, il tema vero posto dal governatore (nonchè presidente del Financial Stability forum), per alcuni analisti è chiaro: come introdurre flessibilità nei criteri di calcolo del rischio preservando la necessaria trasparenza sul sistema dei coefficienti? 

Per Giacomo Neri, partner di PricewaterhouseCoopers Financial Services, «Basilea 2 in realtà ha aggiornato positivamente la valutazione dei rischi e della patrimonializzazione di banche e imprese, permettendo di raffinare le analisi e di avvicinarle alla realtà economica. 
Certo ci sono due ombre: la pro-ciclicità dei coefficienti e la scatola nera delle agenzie di rating».
Come se ne esce? Per Neri «va rinforzata la responsabilità delle banche attivando processi di modellizzazione interna. Il cosiddetto Pillar 2, cioè la seconda gamba di Basilea 2 ponte verso Basilea 3, attraverso l'attività sistematica di risk management, stress test, vigilanza dell'internal audit e dei regolatori locali. 
Questo permette una migliore analisi dei rischi di affidamento, di cui dovrebbero giovarsene le stesse imprese. Ma soprattutto - prosegue Neri - pilastro portante di Basilea 3 dovrebbe essere l'istituzione di un'agenzia indipendente, sovra-nazionale, che sviluppi attività di rating, superando il conflitto di interessi dell'attuale modello».

Sull'ipotesi di «un'agenzia sovra-governativa che però monitori e ponderi al meglio l'entity in questione (banca o impresa), misurandola sulla base del rapporto classico capitale/debito», è d'accordo anche Romeo Battigaglia, partner di Simmons & Simmons. 
«L'agenzia pubblica potrebbe incardinarsi nella Bce e, per diramazione, sulle banche centrali nazionali, che già possiedono strutture, competenze, dati e potere ispettivo». 
Tuttavia Battigaglia è più severo sulle falle del sistema del rating. «La crisi attuale - dice - dimostra che lo stato è sempre il prestatore di ultima istanza. In questo modo si ritorna di fatto alla vecchia classificazione di mercato della tanto vituperata Basilea 1. 
Ossia: corporate rischio 100%, banche rischio 50%, enti locali 20%, stato rischio zero. Quel che serve è dunque tornare ad una maggior divisione per soggetti, perché il modello retato, esterno e interno, si è rivelato un fallimento».

Per Davide Boglietti, gestore relazioni europee di Anima Sgr, «quando si ipotizza il passaggio a Basilea 3 bisogna invece stare attenti a non demonizzare il mark-to-market. Certamente siamo in un periodo di grande stress degli asset finanziari. 
Ma il rischio è di passare dalla trasparenza all'eccessiva discrezionalità. 
La sfida vera di Basilea 3 è piuttosto modificare con flessibilità la valutazione degli asset in situazioni di liquidità ridotta», ragiona Boglietti. «Facendo degli aggiustamenti anti-prociclicità ma conservando la massima trasparenza sul rischio». 
Come? «Rinforzando il rating interno e il risk management». 
Anche se la vera causa dello sboom, «più che un'errata valutazione degli asset, è stato l'uso eccessivo delle leva finanziaria, che alla lunga ha moltiplicato le perdite». 

Sull'overdose di leverage concorda Davide Contini, partner di Dewey & LeBoeuf. 
«Chi infatti ha acquistato negli ultimi anni aziende a leva, lo ha fatto scaricando il costo delle azioni sulle società operative», ricorda Contini. «In questi casi Basilea 2 rischia di essere un vincolo/capestro, perché oggi è difficile ri-programmare un finanziamento, le banche non te lo concedono. 
Con il paradosso che molte imprese rischiano l'insolvenza se il sistema bancario smette di sostenerle». Per il resto, «temo che dietro l'enfasi per una nuova Basilea 3 si nasconda la voglia della politica di rimettere le mani sulle banche e sulla finanza», conclude Contini. 
Idem sulla proposta di agenzia di rating sovra-nazionale. «Si passerebbe di fatto ad una valutazione politica di un titolo. E chi lo fa potrebbe avere certi interessi...».

Il Sole 24 Ore - Marco Alfieri

Versione stampabile

Chi siamo

Eurogroup, da oltre vent'anni, fornisce un'ampia gamma di servizi di consulenza alla piccola e media impresa.

Contattaci Dove siamo
Prima visita

Prima visita?

La tua prima visita?
In questa sezione tutte
le informazioni utili.

Mappa del sito

my Eurogroup

my Eurogroup

L’area riservata alle aziende della community Eurogroup: esserci migliora la gestione della tua impresa.

Il videogiornale on line specializzato in temi di interesse per il mondo delle imprese.

Tg Eurogroup

Sportelli on-line

Le Banche al servizio della tua Impresa!
Un canale di comunicazione privilegiato con gli Istituti di Credito partner di Eurogroup.

Accedi agli sportelli On-line