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Crediti e Finanza

Fondo di garanzia: più credito alle imprese e meno costi per le banche - I parte

16.02.2012 Lo scorso dicembre, il Governo ha deciso un suo forte potenziamento.

Un maggiore credito per le Pmi e minori costi per le banche che lo forniscono.
Come ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Monti, intervenendo a inizio dicembre alla Camera, è questa la duplice finalità del potenziamento del Fondo centrale di garanzia.

Operativo dal 2000, il Fondo rappresenta uno dei principali strumenti di politica industriale messi in campo negli ultimi anni per favorire le Pmi nell'accesso alle fonti finanziarie mediante la concessione di una garanzia pubblica.
Nell'attuale contesto di grave crisi economica, di scarsità di risorse pubbliche e di credit crunch, il Fondo è stato infatti in grado di offrire benefici tanto per il credito alle imprese quanto per gli operatori finanziari.
A partire dalla ponderazione zero sui finanziamenti concessi alle imprese dalle banche che decidono di avvalersi della copertura dello strumento fino alla possibilità, per le imprese, di accedere ai finanziamenti senza presentare garanzie reali.

Le novità introdotte dalla manovra
Il Governo ha innanzitutto deliberato il rifinanziamento dello strumento, presupposto fondamentale per dare maggior efficacia agli interventi del Fondo: la dotazione è stata così incrementata di 400 milioni di euro annui per il triennio 2012-2014.
Un'altra novità riguarda l'estensione della possibilità sia per la garanzia diretta sia per la controgaranzia di essere concesse fino all'80% dell'ammontare delle operazioni finanziarie a favore delle piccole e medie imprese e dei consorzi ubicati in tutto il territorio nazionale, purché nei limiti previsti dalla vigente normativa comunitaria, prevedendo al tempo stesso la possibilità di modulare le percentuali di copertura in funzione di priorità settoriali e/o di aree geografiche.

Nel contempo, è stato anche previsto l'innalzamento dell'importo massimo garantibile, ampliando così il margine di azione del Fondo e allineandolo alle esigenze del mercato, supportando anche quelle medie imprese che rappresentano ora soltanto il 7,5% degli utilizzatori e invece, con i loro investimenti, potrebbero contribuire allo sviluppo locale e nazionale.

La Manovra, inoltre, ha previsto interventi anche per quanto riguarda il mondo della garanzia, in particolare ha disposto che al capitale sociale dei Confidi vigilati potranno partecipare anche imprese non finanziarie di grandi dimensioni ed enti pubblici e privati, purché le Pmi socie dispongano almeno della metà più uno dei voti esercitabili nell'assemblea e la nomina dei componenti degli organi che esercitano funzioni di gestione e di supervisione strategica sia riservata all'assemblea.
In questa fase congiunturale, l'apertura del capitale dei Confidi vigilati a soggetti interessati alla loro attività  per motivi istituzionali (Regioni, Camere di commercio, Fondazioni) o imprenditoriali (grandi imprese non finanziarie) può essere l'elemento di svolta per favorirne il rafforzamento patrimoniale.
Si supporta così la rete degli operatori di cui i Confidi, con il loro capillare radicamento sul territorio e vicinanza alle imprese, sono un punto di forza.

È stato infine attivato un tavolo di confronto con le istituzioni a livello centrale, locale e internazionale, le Regioni, il sistema del credito (Abi, banche, Confidi, ecc...) e le associazioni di categoria.
Si è puntato sulla maggior integrazione possibile delle misure, con la collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, Abi, Sace, Simest e il rafforzamento dell'Osservatorio sul Credito, in collaborazione con la Banca d'Italia, per monitorarne l'andamento con riferimento al canale bancario e al mercato della controgaranzia.
È stata quindi attivata una collaborazione con istituzioni e soggetti europei, nell'ottica sia dell'estensione dell'infrastruttura del credito anche a livello internazionale utilizzando il Fondo centrale come best practice, sia del pieno utilizzo delle risorse europee a disposizione.


La trattazione dell'argomento proseguirà con l'articolo:
  1. Fondo di garanzia: più credito alle imprese e meno costi per le banche - II parte; disponibile on line.


Articolo tratto da Eureka! La rivista delle imprese PASS EUROGROUP - Alessandra Romano
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