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Si è tenuto a Roma un importante workshop organizzato da Kpmg (una delle principali organizzazioni di servizi professionali per le imprese a livello internazionale) per comparare diverse esperienze a livello internazionale nei sistemi di garanzia fidi, al fine di trovare una via comune e una comunità d'intenti nel definire le migliori strategie di crescita, sviluppo e sostegno al mondo delle imprese.
Il presidente di Eurofidi, Giuseppe Pezzetto, è intervenuto alla tavola rotonda in cui si sono discusse e comparate le maggiori differenze tra i modelli societari e di business adottati dai sistemi di garanzia fidi nel mondo, dovuti anche alle differenze strutturali, economiche e industriali di ciascun paese.
La crisi economica e finanziaria internazionale ha infatti obbligato tutti a mutare strategie e ancora in oggi non è possibile stabilire con esattezza quali siano i confini della crisi: alcuni economisti parlano di "doppia w", altri di una ripresa lenta, le azioni decise dai singoli governi, dall'Unione europea e dagli Stati Uniti stentano a dare i frutti sperati.
L'Italia si trova nel mezzo di una tempesta, che da più parti viene paragonata alla situazione della Grecia.
«Il nostro sistema produttivo è più forte, ne sono la testimonianza le migliaia di imprese associate ad Eurofidi - ha affermato Pezzetto nel suo intervento al workshop -. Ma a queste imprese dobbiamo dare certezze. Ho detto dobbiamo perché nessuno può tirarsi indietro e far finta di nulla: il sistema politico, economico, bancario, le associazioni, tutti devono agire di comune accordo e trovare la strada delle riforme. Riforme ormai non più rinviabili, non perché ci vengono chieste dall'Europa, ma per garantire un futuro al nostro Paese, per assicurare anni di sviluppo e di lavoro ai giovani».
Pezzetto ha così proseguito: «Eurofidi è leader di mercato con 45.000 imprese seguite, uno stock di finanziamenti garantiti per oltre 6,6 miliardi, e garanzie per 3,7 miliardi. A fine 2008 il Consiglio d'Amministrazione di Eurofidi si è trovato quindi nella necessità di rielaborare una politica creditizia adeguata al momento».
Si ponevano due alternative:
La scelta di Eurofidi, comune peraltro alla maggior parte dei Confidi, è stata di rimanere fedeli alla propria mission e, quindi, di non limitarsi a garantire finanziamenti per investimenti, ma di intervenire garantendo finanziamenti per la ristrutturazione e il consolidamento del debito.
Proprio a partire dal 2008, nel contesto della crisi, Eurofidi ha quindi adottato una politica di crescita nel rilascio delle garanzie, in parziale controtendenza rispetto al mercato del credito, ma una "controtendenza consapevole", in quanto parallelamente ha notevolmente incrementato il ricorso alle fonti di mitigazione del rischio.
Con l'adozione di tale politica Eurofidi è riuscito a incrementare del 60% gli interventi a favore del sistema delle imprese riducendo, grazie all'operatore pubblico, di una analoga percentuale il rischio complessivo assunto.
Eurofidi negli ultimi anni ha inoltre perseguito una politica di rafforzamento patrimoniale nell'intento di avere un buon indice di solvibilità (espressione del grado di solidità della struttura) che oggi si attesta al 12,25%, percentuale doppia rispetto a quanto richiesto da Banca d'Italia al sistema confidi.
Tutto questo a dimostrazione che il sistema dei Confidi ha svolto bene il proprio ruolo.
Eureka! La rivista delle imprese PASS EUROGROUP - Alessandra ROMANO