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Crediti e Finanza

Modelli di business a confronto in un mondo che cambia

15.12.2011 Definire le migliori strategie di crescita, sviluppo e sostegno al mondo delle imprese.

Si è tenuto a Roma un importante workshop organizzato da Kpmg (una delle principali organizzazioni di servizi professionali per le imprese a livello internazionale) per comparare diverse esperienze a livello internazionale nei sistemi di garanzia fidi, al fine di trovare una via comune e una comunità d'intenti nel definire le migliori strategie di crescita, sviluppo e sostegno al mondo delle imprese.

Il presidente di
Eurofidi, Giuseppe Pezzetto, è intervenuto alla tavola rotonda in cui si sono discusse e comparate le maggiori differenze tra i modelli societari e di business adottati dai sistemi di garanzia fidi nel mondo, dovuti anche alle differenze strutturali, economiche e industriali di ciascun paese.
La crisi economica e finanziaria internazionale ha infatti obbligato tutti a mutare strategie e ancora in oggi non è possibile stabilire con esattezza quali siano i confini della crisi: alcuni economisti parlano di "doppia w", altri di una ripresa lenta, le azioni decise dai singoli governi, dall'Unione europea e dagli Stati Uniti stentano a dare i frutti sperati. 

L'Italia si trova nel mezzo di una tempesta, che da più parti viene paragonata alla situazione della Grecia. 
«Il nostro sistema produttivo è più forte, ne sono la testimonianza le migliaia di imprese associate ad Eurofidi - ha affermato Pezzetto nel suo intervento al workshop -. Ma a queste imprese dobbiamo dare certezze. Ho detto dobbiamo perché nessuno può tirarsi indietro e far finta di nulla: il sistema politico, economico, bancario, le associazioni, tutti devono agire di comune accordo e trovare la strada delle riforme. Riforme ormai non più rinviabili, non perché ci vengono chieste dall'Europa, ma per garantire un futuro al nostro Paese, per assicurare anni di sviluppo e di lavoro ai giovani».

Uno scenario fosco
Lo scenario attuale prevede una bassa crescita dell'economia. 
Le stime di Fitch per il 2012 indicano una crescita dello 0,2%, fino a qualche mese fa lo stesso istituto prevedeva un +1% poi è stato obbligato a rivedere le proprie analisi, alla luce di una situazione in continua evoluzione. 
Per il 2013 si prevede un +0,6%. Goldman Sachs è ancora più pessimista e ipotizza per l'Italia e la Spagna la recessione nel 2012, con un Pil in calo dello 0,4%. 

A questi dati vanno aggiunti quelli riguardanti il debito pubblico che, secondo il Fondo monetario internazionale, calerà solo a partire dal 2013 e raggiungerà tra quest'anno e il prossimo la cifra record del 121% del Pil. 
Alto debito e bassa crescita sono un prezzo altissimo che rischia di essere pagato dalle imprese e dai giovani in cerca di lavoro. 

La situazione del credito è un problema che aggrava ancora di più la situazione. Molte aziende decidono di rinviare gli investimenti, preoccupa lo scenario economico, ma preoccupano i tassi, ben più alti di quello che è il costo del denaro. 
Qualche settimana fa sul più diffuso quotidiano italiano, il "Corriere della Sera", è stata pubblicata un'inchiesta in cui si raccontava il caso di un imprenditore che ha chiesto un mutuo di 100 mila euro a cinque anni a una banca lombarda e si è ritrovato a pagare interessi del 13%. 
Un prestito chirografario in uno dei più importanti istituti di credito del nostro Paese ha toccato interessi superiori al 12%. Andrea Beltratti, presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo a Torino ha spiegato che le stesse banche hanno difficoltà ad approvvigionarsi di liquidità e - sono parole sue - quando la materia prima scarseggia, il prezzo aumenta.

Il ruolo di Eurofidi

Pezzetto ha così proseguito: «Eurofidi è leader di mercato con 45.000 imprese seguite, uno stock di finanziamenti garantiti per oltre 6,6 miliardi, e garanzie per 3,7 miliardi. A fine 2008 il Consiglio d'Amministrazione di Eurofidi si è trovato quindi nella necessità di rielaborare una politica creditizia adeguata al momento».

Si ponevano due alternative:

  1. maggiore selettività e supporto esclusivo alle imprese che avevano programmi d'investimento: in sintesi contrazione degli interventi a garanzia e maggiore focalizzazione ai rischi assunti;
  2. supporto generale alle imprese sia a quelle che avevano piani di sviluppo coerenti sia a quelle che avevano bisogno di ristrutturare il proprio debito e quindi con un profilo di rischio più elevato.

La scelta di Eurofidi, comune peraltro alla maggior parte dei Confidi, è stata di rimanere fedeli alla propria mission e, quindi, di non limitarsi a garantire finanziamenti per investimenti, ma di intervenire garantendo finanziamenti per la ristrutturazione e il consolidamento del debito. 
Proprio a partire dal 2008, nel contesto della crisi, Eurofidi ha quindi adottato una politica di crescita nel rilascio delle garanzie, in parziale controtendenza rispetto al mercato del credito, ma una "controtendenza consapevole", in quanto parallelamente ha notevolmente incrementato il ricorso alle fonti di mitigazione del rischio.

Con l'adozione di tale politica Eurofidi è riuscito a incrementare del 60% gli interventi a favore del sistema delle imprese riducendo, grazie all'operatore pubblico, di una analoga percentuale il rischio complessivo assunto. 
Eurofidi negli ultimi anni ha inoltre perseguito una politica di rafforzamento patrimoniale nell'intento di avere un buon indice di solvibilità (espressione del grado di solidità della struttura) che oggi si attesta al 12,25%, percentuale doppia rispetto a quanto richiesto da Banca d'Italia al sistema confidi.

Tutto questo a dimostrazione che il sistema dei Confidi ha svolto bene il proprio ruolo.


Eureka! La rivista delle imprese PASS EUROGROUP - Alessandra ROMANO

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