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Crediti e Finanza

Reti d'impresa - Ci sarà il rating

02.07.2009 Bonomi (Confindustria): i nuovi criteri di valutazione agevoleranno i prestiti

Un rating alle reti di impresa. Per superare la rigidità di Basilea 2 e favorire, finalmente, l'irrobustimento del flusso del credito alle aziende. In particolare, a quelle di piccole e di medie dimensioni.

La scorsa settimana, nella sede di Assolombarda di Via Pantano, è stato presentato l'accordo fra Confindustria, Barclays e l'Associazione Italiana Premio Qualità (Apqi). 
E ha preso il via uno studio destinato a modificare sensibilmente il delicatissimo rapporto fra banca e impresa. 
Un comitato ha avuto il compito di ideare e "ingegnerizzare" in concreto un nuovo modello di valutazione che consentirà di affidare una sorta di "pagella" alle reti di impresa.

La base giuridica di partenza è, appunto, il "contratto di rete" contenuto nei provvedimenti anticrisi varati dal governo Berlusconi (legge 33/09). Entro la fine dell'anno, questo modello di valutazione sarà pronto
«Dunque - spiega Aldo Bonomi, vicepresidente di Confindustria per le politiche territoriali e i distretti industriali - fin dai primi mesi del 2010 saranno elaborati i rating per le specifiche reti di impresa». 
In questa maniera, verrà strutturalmente sorpassato uno dei problemi principali posti da Basilea 2: la valutazione di merito di credito oggi viene calcolata dalle banche soprattutto sulla base dei bilanci della singola azienda, mentre non vengono prese in considerazione le complesse relazioni che quest'ultima ha con il tessuto produttivo in cui si trova inserita. 
Attualmente c'è un semplice indice di rischio elaborato, con metodi in prevalenza statistici, dal risk management della banca: se va bene, questo indice include alcuni elementi strategico-qualitativi dell'azienda, per quanto minoritari. 
Se va male, l'analisi è esclusivamente quantitativo-formalistica. In ogni caso, nell'attuale concezione e nell'attuale prassi allo sportello, l'impresa viene sempre e soltanto ritenuta un atomo, senza collegamenti con l'esterno. In questa nuova maniera, invece, l'impresa verrà letta, interpretata e finanziata come una parte di un tutto. 
E, così, verranno valutati il valore economico-finanziario, la qualità, l'organizzazione e la performance dell'intera rete
Un salto culturale e operativo importante: l'appartenenza di una azienda a una realtà articolata come la rete le consentirà di beneficiare di un rating "di sistema".

In questo caso Confindustria, Barclays e Apqi hanno scelto di lavorare sul concetto di rete di impresa e non di distretto. 
«La rete di impresa - dice Bonomi - garantisce una impostazione più completa e meno limitata del vecchio distretto. Quest'ultimo, infatti, ha un limite: la territorialità». 
La valutazione alle reti di impresa, invece, potrà trasferire i suoi benefici su aziende sparse su tutto il territorio nazionale. E, anche, alle filiali estere.

«È sempre complicato - riflette Vittorio De Stasio, amministratore delegato di Barclays Italia, consociata italiana di un gruppo bancario internazionale - spiegare agli osservatori stranieri le specificità del nostro tessuto produttivo, formato da piccole e da medie imprese. In questo caso, puntiamo alla creazione di un modello di valutazione efficace e in grado di coglierne al meglio la complessità e la ricchezza».

IL SOLE 24 ORE

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