14.11.2008
Potenziamento dei confidi e dei fondi di garanzia, le mosse delle Istituzione per il centro Italia.
Nel Centro-Nord si aprono gli ombrelli per prevenire l'effetto domino sull'economia reale della crisi finanziaria.
L'obiettivo è mantenere aperto il rubinetto del credito alle imprese creando o rafforzando i fondi di garanzia.
«Abbiamo proposto al sistema bancario e alle istituzioni regionali un'attenzione particolare che segua e sostenga la capacità competitiva del sistema produttivo - dice Anna Maria Artoni, Presidente Confindustria Emilia-Romagna -. Siamo certi che le banche non faranno mancare il proprio appoggio alle imprese, specie quelle più piccole».
Sulla stessa linea la Presidente Confindustria Toscana Antonella Mansi: «Occorre agire sul fronte del sistema delle garanzie al credito velocizzando gli interventi già definiti per il rafforzamento dei Confidi».
Nello specifico la Regione Emilia-Romagna ha deciso di correre ai ripari innalzando la dotazione della linea per il credito agevolato nel 2009 da 40 milioni a 50 milioni di euro.
Per l'intervento, che sarà svolto assieme ai Consorzi Fidi attraverso convenzioni con le banche, è stato attivato un tavolo tra Regione, Abi regionale e i Consorzi.
«Dobbiamo essere certi che le risorse pubbliche non vadano semplicemente a compensare il persistere di costi eccessivi del denaro da parte del sistema bancario - dice l'Assessore regionale alle Attività Produttive Duccio Campagnoli -. Il costo del denaro in Emilia-Romagna, che in ogni caso conta un punto in meno circa del resto d'Italia, è tra il 6 e il 7% per le imprese più grandi e può raggiungere anche il 10% e oltre per il imprese più piccole».
Sulla linea di allentare il rischio stretta creditizia per le imprese anche il sistema camerale emiliano romagnolo.
«Oggi il 18% del credito alle Pmi è garantito dai Confidi. - spiega Ugo Girardi, Segretario Generale Unioncamere Emilia-Romagna -. Stiamo concentrando lo sforzo sul credito a breve potenziando lo stanziamento annuale ai Confidi».
Tra le prime deliberazioni le Camere di Ferrara (1,1 milioni di euro), Piacenza (600mila) e Rimini (1 milione).
La Regione Toscana punta, in particolare, su un nuovo fondo di garanzia per gli investimenti, pari a 33 milioni di euro, in corso di definizione presso la Commissione Ue. Inoltre, saranno potenziati di 15 milioni i fondi di garanzia regionali, e c'è la volontà di velocizzare la disponibilità dei fondi comunitari. «Per uscire dalla crisi occorre evitare che ognuno vada per la propria strada - dice il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini - Dobbiamo sostenere progetti imprenditoriali che sappiano guardare al futuro, anche nei settori maturi e nei distretti tradizionali».
La Regione Marche, invece, ha avviato il confronto con il sistema bancario per un fondo di solidarietà per occupazione, lavoro e piccole imprese, che si propone di trasformare il debito a breve delle aziende in debito a medio termine. «Il Fondo è indispensabile per offrire un sostegno immediato ai livelli occupazionali e alla tenuta competitività delle piccole imprese che potrebbero essere coinvolte nelle crisi delle filiere, dell'indotto e del territorio», dice il Presidente delle Marche Gian Mario Spacca.
In Umbria è al vaglio l'ipotesi di un rafforzamento delle garanzie per l'accesso al credito. L'Assessore regionale allo Sviluppo economico, Mario Giovannetti, dice: «Pensiamo a una dotazione di 10 milioni di euro per il 50% sostenuta dalla Finanziaria regionale Gepafin e il resto dal sistema bancario».
Il Sole 24 Ore - Manolo Morandini
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