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Crediti e Finanza

Le Pmi dell'Emilia Romagna investono di più.

21.08.2008 Credito difficile per le Pmi il 17% delle aziende manifatturiere fatica a trovare finanziamenti.

Le difficoltà nel reperire risorse umane e risorse finanziarie rallentano gli investimenti produttivi dell'industria manifatturiera in Emilia Romagna. 
Da tempo in regione si lamenta la mancanza di figure professionali, come gli operai specializzati che quattro aziende su dieci non riescono a trovare in numero adeguato ai piani di sviluppo. 

Nuovo, per un'area così ricca e produttiva, è invece il fenomeno dei crescenti ostacoli sulla via dell'accesso al credito.

Il problema segnalato nel 2007 dal 13,5% delle società, viene ora indicato da circa il 17% delle oltre 630 imprese manifatturiere intervistate nell'ambito dell'Indagine 2008 sugli investimenti promossa da Confindustria Emilia Romagna.

Il fenomeno tocca in particolare le piccole imprese (19,4% in difficoltà) e alcuni comparti produttivi come l'alimentare (23,9%) e il tessile abbigliamento (26,8%), dove i problemi nel reperire adeguate risorse finanziarie vengono indicati come il principale ostacolo all'avvio degli investimenti desiderati.

Tra le ragioni del fenomeno un mix di fattori come l'avvio di Basilea 2, l'aumento dei tassi, la stasi dell'economia che colpisce in particolare alcuni comparti come il tessile o anche i primi effetti in regione della crisi finanziaria internazionale. 
«Dobbiamo prepararci a fare i conti con un costo del credito più alto nel medio periodo. 
Questa situazione pone il problema di interventi strutturali per abbattere il costo del denaro», afferma l'assessore regionale alle Attività produttive, Duccio Campagnoli, che annuncia un piano di interventi. Si tratta di 110 milioni, stanziati dalla Regione, da impiegare nell'anno in corso, con domande da presentare entro novembre. 
Tra gli obiettivi programmati «il sostegno al credito agevolato per le imprese, così da ridurre alla metà i tassi di interesse per chi chiede risorse finanziarie da destinare a investimenti». 
Secondo Filippo Cavazzuti, presidente Carisbo, tuttavia per ora non vi sarebbero segni di un credit crunch, anzi i dati sulla regione indicano nel primo trimestre 2008 prestiti dalle banche alle imprese in crescita del 10 per cento.

Nonostante le difficoltà sul fronte del reperimento risorse umane e finanziarie, dall'indagine viene un segnale di ottimismo. Nel 2008 cresce infatti il numero delle imprese che vogliono investire. La percentuale sale al 91,7% contro l'82,5% del 2004. «Malgrado le turbolenze e le difficoltà del contesto, le nostre imprese confermano l'impegno a investire per la competitività, il successo sui mercati internazionali, l'ottimizzazione del ciclo produttivo», commenta Anna Maria Artoni, presidente di Confindustria Emilia Romagna. Significativo l'incremento del numero di aziende che investono per avviare attività produttive all'estero: si passa dal 5,4% del 2007 al 16,1% del 2008.


Il Sole 24 Ore - Emilio Bonicelli

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