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Da dicembre scorso, 7 milioni di liquidità in più per le Pmi.
Il ricorso di piccole e medie imprese alla sospensione dei debiti evidenzia l'efficacia dello strumento.
Al 31 dicembre 2009 sono giunte 117mila domande, erano 84mila a fine novembre. Il 90% delle richieste è risultato ammissibile.
Solo poco più dell'1% non accolto.
Gli ultimi dati del monitoraggio confermano che tra i settori spiccano industria, commercio/alberghiero e altri servizi.
All'iniziativa hanno aderito 581 banche, oltre il 98% degli sportelli. Lo afferma un comunicato dell'Abi.
Una procedura semplice ormai perfettamente a regime e un'efficace via per le piccole e medie imprese di far fronte ad un possibile momento di difficoltà.
Si tratta di 2 miliardi in più rispetto a novembre 2009, quando il dato si era attestato a 5 miliardi.
È quanto emerge dell'ultimo aggiornamento del monitoraggio, che fotografa l'utilizzo dell'Avviso comune, l'accordo siglato il 3 agosto alla presenza del Ministro dell'economia Giulio Tremonti, dall'ABI e dalle altre rappresentanze dell'Osservatorio permanente sui rapporti banche imprese.
I dati ufficiali del monitoraggio segnalano che al 31 dicembre 2009 sono state 117.000 le domande delle imprese, per un controvalore complessivo di finanziamenti in essere di 37,3 miliardi di euro.
Nella seconda rilevazione, a novembre 2009 le domande erano state circa 84.000, per un controvalore complessivo di finanziamenti di 27,5 miliardi di euro.
Il sistema bancario ha analizzato 109.000 domande (35,3 miliardi di euro) con i seguenti risultati: è stato già accolto l'80% delle domande (82.800 pari a 27,2 miliardi), ancora in corso di esame 19.300 unità (6,5 miliardi), mentre solo poco più dell'1% non è stato accolto (2.200 per 500 milioni di valore).
Il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, ha sottolineato che «le banche da dicembre hanno lasciato alla disponibilità delle imprese quasi 7 miliardi di euro relativi alle quote di capitale sospese».
Asca