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Finanza agevolata

Aiuti regionali, pronta la mappa per il 2007-2013.

14.05.2008 Scongelati gli incentivi della Ue. Aggiornato l'elenco relativo alle aree svantaggiate. Ultimo atto per la Carta italiana degli aiuti regionali. È stato infatti pubblicato il Dm Sviluppo economico 27 marzo che completa la mappa degli aiuti per il periodo 2007-2013. L'intervento risponde alla direzione generale per le politiche dei fondi strutturali comunitari del dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione del ministero, che aveva richiesto la correzione di alcuni errori materiali contenuti nella decisione della Commissione europea del 28 novembre 2007.

In particolare, nell'allegato riguardante l'elenco delle aree svantaggiate in soppressione graduale, comparivano alcune sezioni di censimento dei Comuni di Borgofranco d'Ivrea (Torino), Gissi e Lanciano (Chieti), già ammesse alla deroga ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato Ce per l'intero periodo. Fatte queste correzioni, quindi, il ministero dello Sviluppo economico ha ritenuto opportuno procedere a una nuova pubblicazione di tutte le aree nazionali ammesse per l'intero periodo e di quelle in phasing out, ammesse fino al 31 dicembre 2008. L'ultimo atto di una serie di ritardi e intoppi che ha interessato la stesura definitiva di questo importantissimo documento, necessario allo sviluppo omogeneo delle aree sottoutilizzate del nostro Paese.

Per comprenderne la rilevanza, basta concentrarsi sull'impatto del contenuto della Carta sulle aree più disagiate del territorio che, sostanzialmente, corrispondono a quelle del Mezzogiorno. L'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato Ce, infatti, consente gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle Regioni con una grave forma di sottoccupazione o un tenore di vita anormalmente basso. Secondo la definizione degli orientamenti sugli aiuti a finalità regionale, le regioni di questo tipo hanno un Pil inferiore al 75% della media comunitaria. Tuttavia, per le cosiddette regioni a effetto statistico, vale a dire con un Pil superiore al 75% della media Ue-25 ma inferiore al 75% della media Ue-15, è prevista una fase di transizione fino alla fine del 2010.

Ebbene, buon ultima tra i 27 Paesi membri, l'Italia ha portato a termine il negoziato con Bruxelles sugli aiuti di Stato a finalità regionale solo lo scorso 28 novembre, quando, cioè, il documento doveva essere già in vigore da circa 11 mesi. Il ritardo è stato certamente grave. Va considerato, a ben vedere, che il 29,2% della popolazione italiana continua a essere ammissibile agli aiuti a finalità regionale ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), con un'intensità massima, per le grandi imprese, del 40% o del 30% (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia). Insomma, il fatto che più di un quarto del nostro territorio sia considerato pesantemente in ritardo di sviluppo, dovrebbe costituire un monito affinché le autorità preposte pongano in essere le attività propedeutiche a un risanamento di tale triste condizione nel più stretto tempo possibile.

Aver "congelato" gli incentivi per oltre un anno, in attesa che tutta la documentazione fosse pronta da consegnare a Bruxelles, quindi, non è stata certo una buona operazione, perché ha comportato, come minimo, la perdita di un anno nell'implementazione di strategie per lo sviluppo del territorio. Per effetto di tali ritardi, per esempio, i bonus per la ricerca, per gli investimenti in beni strumentali e sull'occupazione non sono stati fruibili lungo tutto il 2007. Considerata l'importanza della leva degli incentivi - tenuto anche conto che i provvedimenti normativi c'erano, anche se non operativi - può facilmente intuirsi che le imprese del Mezzogiorno abbiano tenuto in stand by i programmi di spesa, con tutte le conseguenze del caso, in attesa degli incentivi fermi al palo.

Il Sole 24 Ore - Amedeo Sacrestano
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