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Un sapere diffuso nel territorio che punta su innovazione e qualità.
Le energie rinnovabili, infatti, sono radicate nel territorio nazionale: il 38% delle imprese che vendono tecnologie per impianti solari sono italiane (ma la quota sale al 72% considerando la distribuzione e l'installazione).
Eppure la "green economy" non è limitata al settore hi-tech delle fonti rinnovabili.
Attraverso la collaborazione con università e centri di ricerca (mediante progetti, spinoff, bandi di concorso), le piccole e medie imprese possono contare su un network diffuso per lo sviluppo di tecnologie legate a differenti sistemi produttivi locali (edilizia, abbigliamento, moda, design, meccanica).
Senza pregiudicare, però, la qualità.
Secondo il decalogo di Paolo Ricotti, infatti, bisogna evitare la "sindrome per il prezzo basso".
Come mostra l'esperienza per la sostenibilità dell'azienda di Salvatore Ferragamo l'innovazione verde poggia su una rete formale e informale che si aggrega a seconda di esigenze specifiche sul territorio.
Il rispetto dei criteri ambientali, poi, è entrato direttamente nei processi produttivi, modificandone l'efficienza in una prospettiva di sostenibilità naturale, etica e sociale.
Per esempio, trecento aziende di tessuti biologici hanno chiesto certificazioni verdi.
Secondo UnionCamere il 40% delle Pmi ha deciso di scommettere sulla sostenibilità per accelerare il recupero dalla crisi globale.
Lu.D.I.
IL SOLE 24 ORE