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Una delle caratteristiche più affascinanti di Internet è la sua capacità di innovare e quindi di metterci a disposizione strumenti sempre nuovi. Molti di questi possono essere usati, anche dalle PMI, per fare un marketing di innovazione... a condizione di sperimentare: è questo il caso di Twitter.
Twitter è una delle applicazioni che negli ultimi mesi hanno fatto più parlare di se' - intanto per il suo successo di pubblico e poi per l'assoluto mistero su come faranno a fare i soldi per restare in piedi... (ma qualcosa, è quasi certo, troveranno...).
Twitter è una cosiddetta applicazione di microblogging o, per dirla in modo più semplice, è una specie di piattaforma SMS collettiva. In estrema sintesi si tratta di un servizio che ci permette di pubblicare brevi messaggi di testo (massimo 140 caratteri) che chiunque può leggere, accedendo al nostro "feed" (flusso di messaggi). Ovvero, accedendo al sito Twitter, usando applicazioni specifiche (anche per il telefono cellulare) o email, seguire i nostri messaggi. Messaggi, come detto, simili a degli SMS ma che non sono destinati concettualmente ad una singola persona, in modo privato, ma che sono pensati per essere pubblici ed essere seguiti da un pubblico più o meno ristretto oppure allargato.
Anche se sono generalmente utilizzati per informare i propri "amici" di ciò che si fa o del proprio stato d'animo, lo strumento è stato usato con successo anche per applicazioni di tipo diverso, anche a fini commerciali e pubblicitari. Data la sua semplicità d'uso e il fatto che sia gratuito, questo ha attirato l'attenzione di aziende, anche di piccola dimensioni, attente all'innovazione nella comunicazione.
Tre casi di successo
Un ottimo esempio di uso di Twitter è stato quello a supporto della raccolta di supporto popolare per la NASA, in occasione del lancio della sonda spaziale Phoenix. Come potrete vedere da questo mio approfondimento si è scelto di far parlare in prima persona la sonda marziana, che raccontava, dal suo punto di vista - come se fosse una persona - ciò che stava facendo e quello che stava provando... umanizzando quindi una missione spaziale altrimenti noiosa e poco interessante per il pubblico.
Migliaia di utenti si sono iscritti al flusso di messaggi, seguendo la saga della navicella - il che ha creato un'opinione favorevole verso la missione e contribuendo a ridurre un certo atteggiamento popolare volto a domandarsi se davvero valga la pena di dare tutti quei soldi pubblici per l'esplorazione dello spazio... visto il successo dell'operazione, la NASA sta intraprendendo un progetto per usare i "Social Media" (come Twitter, Facebook, MySpace...) per raggiungere il pubblico dei giovani americani, interessarli alle attività spaziali - sia per costruirsi un futuro supporto popolare (a difesa dai tagli di budget) sia per stimolare i futuri tecnici e scienziati a considerare la NASA e lo spazio come un luogo appetibile dove andare a lavorare - invece che in aree più glamorous che si stanno oggi accaparrando le menti migliori.
Altro ottimo esempio (anche in questo caso, qui trovate un approfondimento ) è quello della piccolissima impresa "Kogi", un fast food ambulante. Due furgoni che vendono, seguendo un itinerario di fermate, un particolare tipo di Barbecue Coreano a Los Angeles. Il cibo è molto particolare e ha un suo seguito, una sorta di piccolo culto. La loro idea brillante è stata quella di usare Twitter per informare in modo rapido e snello, accessibile anche dal cellulare, delle prossime fermate del furgone, in modo da rendere possibile organizzarsi a chi avesse voglia di quel cibo (e, anzi, facendo venire voglia a chi fosse nelle vicinanze). L'idea, apparentemente banale ha funzionato alla grande, portando centinaia di persone a far la coda davanti al furgone per comprare...
Un terzo caso è quello di Wine Library, una azienda vinicola americana che vende online, il cui imprenditore, attraverso un uso intelligente dei mezzi online, ha costruito un notevole successo; riuscendo ad attirare a costo zero usando Twitter ben 1800 nuovi clienti (si veda questo articolo del NY Times).
Cosa possiamo imparare da questi tre casi?
La lezione in fondo è sempre la stessa: i canali di comunicazione possono essere diversi e più o meno comodi e pratici, ma alla radice di tutto c'è la capacità di interagire col pubblico, attirandolo e facendolo restare fedele, lavorando su temi di loro interesse. La carta vincente sta sempre nel capire com'è fatto, cosa pensa il proprio target e trovare soluzioni creative per trasmettere questi contenuti, questi stimoli al proprio pubblico.
Certo, non tutte le aziende possono usarlo - solo quelle che hanno qualcosa da dire, che hanno una visione "digitale" della comunicazione e, soprattuto che hanno un target che usa questi strumenti o che è disposto ad iniziare ad usarli quando c'è un buon motivo per farlo. E solo quelle aziende che vogliono e possono "starci dietro" - aggiornando quindi frequentemente il canale, sparando messaggi con la giusta frequenza, strizzandosi il cervello per trovare spunti nuovi, magari lavorando anche fuori orario e inviando aggiornamenti ad ore non "ufficiali", se questo ha un senso per il pubblico. Proprio come se si trattasse di SMS, solo che, essendo l'utente che se li va a cercare, non abbiamo il problema di essere intrusivi, di disturbare.
In una prossima puntata parleremo di alcuni modi in cui possiamo usare Twitter per il nostro business, come spunto per l'individuazione della soluzione più adeguata e più originale per la nostra impresa.
Per gli aspetti operativi del Twitter si consiglia la lettura dell'articolo: Come usare efficacemente Twitter per il nostro business?
Roberto Venturini