Eurogroup Eurofidi Eurocons I numeri Sala stampa Rassegna stampa
Registrati Login Recupera Password
Dove siamo Richiesta Informazioni Suggerimenti/Reclami
Mappa del sito
Home » Canale Tematico - Lavoro e Previdenza » Approfondimenti » Disoccupazione record, persi 307mila addetti

Lavoro e Previdenza

Archivio Approfondimenti - Canale Tematico - Azienda Fisco e Società

Disoccupazione record, persi 307mila addetti

04.03.2010 A gennaio senza lavoro all'8,6%, il top dal 2004.

Per effetto della crisi continua l'emorragia di posti di lavoro che penalizza soprattutto i giovani. 
Il tasso di disoccupazione, in crescita costante, a gennaio ha raggiunto l'8,6%: si tratta del livello massimo registrato dall'Istat dal 2004, anno d'inizio delle rilevazioni.
Lo stesso record negativo riguarda la fascia di età tra i 15 e i 24 anni che presenta un tasso di disoccupazione del 26,8%, con un incremento di 0,3 punti rispetto al mese precedente e del 2,6% su gennaio 2009.

Secondo le stime dell'Istat in 2 milioni 144mila a gennaio risultano essere in cerca di occupazione, con una crescita dello 0,2% (+5 mila unità) rispetto al mese precedente e del 18,5% (+334 mila unità) su gennaio 2009
In generale i dati tendono a stabilizzarsi rispetto al mese precedente e a peggiorare rispetto ad un anno fa. 
Questa tendenza la si può verificare per l'andamento degli occupati: sono 22 milioni 904mila - dato destagionalizzato -, un numero sostanzialmente invariato rispetto a dicembre e in calo dell'1,3% (-307 mila unità) rispetto a gennaio 2009. 
In particolare il tasso di occupazione è pari al 57% con una flessione dello 0,1% su dicembre e dell'1,3% rispetto a gennaio dell'anno precedente
Tra gli uomini il tasso di occupazione è al 67,9% (-0,2% rispetto a dicembre e -1,6% rispetto a gennaio 2009), tra e donne al 46,2% (invariato rispetto a dicembre e in flessione dello 0,4% su gennaio 2009). 
Analogamente il tasso di disoccupazione si attesta all'8,6% (con una variazione congiunturale sostanzialmente nulla, ma in crescita dell'1,3% rispetto a gennaio 2009), tra gli uomini è al 7,7% (+0,2% rispetto a dicembre e +1,7% su gennaio 2009), mentre tra le donne è al 9,8% (-0,2% su dicembre e +0,8% rispetto a gennaio 2009). 
Lo stesso andamento interessa gli inattivi tra i 15 e i 64 ani: sono 14milioni 871mila (37,7%), il numero è invariato rispetto a dicembre e in aumento dello 0,3% su gennaio 2009.

Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, i dati Istat confermano «i livelli di disoccupazione già evidenziati nei mesi precedenti», anche se «il confronto con il mese precedente presenta una variazione congiunturale sostanzialmente nulla, l'incremento significativo è rispetto al gennaio 2009». 
La rilevazione Inps per Sacconi conferma, inoltre, «l'importanza dell'esteso impiego di ammortizzatori sociali e contratti di solidarietà che conservano i rapporti di lavoro, mantenendoci significativamente al di sotto della media dell'Eurozona». 
Opposto il commento di Cesare Damiano (Pd) che accusa il governo di «continuare a nascondere la testa sotto la sabbia», sollecitando un intervento sugli ammortizzatori sociali con tre obiettivi: «Costituire presso l'Inps un fondo per pagare i lavoratori che, pur continuando a produrre, non ricevono la retribuzione - spiega -. Adottare una tutela universale di disoccupazione pari al 60% dell'ultima retribuzione per chi non dispone di ammortizzatori, e raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria».

Preoccupazione dal sindacato. 
«Si conferma un 2010 difficilissimo per l'occupazione, per invertire questa tendenza servono atti concreti e non ottimismo di facciata», sostiene Fulvio Fammoni (Cgil), sottolineando come a «un anno dai primi gravi effetti della crisi il dato dell'occupazione continua a peggiorare» e «incredibilmente aumenta il tasso di disoccupazione giovanile che già era il più alto d'Europa». 
Fammoni contesta la tesi del ministro Sacconi sull'Italia che si trova in una situazione migliore rispetto all'Europa, perché «gli altri paesi europei non hanno il nostro tasso di inattività e soprattutto l'onda lunga della crisi colpisce adesso di più l'Italia». 

Anche la Cisl guarda «con timore» al dato sui giovani. 
«Si aggrava la disoccupazione giovanile, già alta anche in rapporto agli altri paesi europei - afferma Giorgio Santini - configurandosi ormai come una vera e propria emergenza sociale, particolarmente acuta nel Mezzogiorno». 
Per Santini è «urgente dare attuazione in maniera dinamica e condivisa al recente accordo tra governo, regioni e parti sociali sulla formazione per il 2010», mettendo in campo «politiche attive del lavoro efficaci per il reimpiego e l'occupabilità dei cassaintegrati e dei disoccupati». 
Secondo la Uil la perdita dei posti di lavoro ha coinvolto circa 350mila persone, di cui 199mila lavoratori dipendenti. 
«Desta allarme soprattutto il forte aumento del tasso di disoccupazione giovanile - afferma Guglielmo Loy (Uil) - che rispecchia l'effetto crisi sui lavoratori che hanno, in maggioranza, contratti flessibili». 
Nel 2009 i lavoratori con un contratto di lavoro non stabile sono diminuiti dell'8,7% rispetto al 2008 (- 245mila). 


Giorgio Pogliotti
IL SOLE 24 ORE

Versione stampabile

I PRODOTTI IN EVIDENZA

FEI - FIDIGAR: Un plafond di garanzie per sostenere le PMI
E-energia E-energia

Una scelta consapevole
sul risparmio energetico.

E-sicurezza E-energia

A salvaguardia
del capitale umano.

Tg Impresa

Il videogiornale
on-line specializzato in temi di interesse per il mondo delle imprese.