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Lavoro e Previdenza

Archivio Approfondimenti - Canale Tematico - Azienda Fisco e Società

Documento di valutazione del rischio D.Lgs. 81/2008 - Parte I

18.12.2008 La redazione del documento di valutazione rischi ha scadenza al 31/12/08.
Approfondimento Contenuti dell'approfondimento
Parte I - trattazione oggetto del presente approfondimento. 1. Premessa
2. Proroga del termine
3. Il documento di valutazione dei rischi
4. Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione
Parte II - trattazione oggetto di  approfondimento disponibile. 5. Il contenuto del Documento
6. Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi
7. Modello di organizzazione e di gestione



Gli adempimenti collegati al "rischio" aziendale. E` necessario fornire alcune indicazioni utili alla redazione di una serie di documenti previsti dalla legge, primo fra tutti il documento di valutazione dei rischi di cui al D.Lgs. 81/2008.
1. Premessa

Particolare attenzione va esercitata nella predisposizione e nella redazione:

  • dei "modelli organizzativi e di gestione" idonei ad escludere la responsabilità "amministrativa" dell'ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001;
  • del documento programmatico sulla sicurezza (DPS) di cui al D.Lgs. 196/2003 in materia di protezione dei dati personali;
  • del documento di valutazione dei rischi di cui al D.Lgs. 81/2008 in tema di "tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro".

Proprio quest'ultimo adempimento, che anche per l'attualità del suo obbligo di redazione è di assoluto rilievo, costituisce il cardine del D.Lgs. 09/04/2008, n. 81, con il quale il Governo ha dato attuazione alla delega contenuta nella L. 03/08/2007, n. 123.
Chiare le finalità dell'intervento legislativo, vero e proprio Testo Unico della Sicurezza sul lavoro, cosı come risultano fissate dall'art. 1 della 'legge delega': nel puntare al riassetto ed alla riforma 'delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro' si è voluta garantire 'l'uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali'. 

Tali finalità sono state raggiunte in un complesso corpo normativo che, da un lato, registra una serie di cautele di carattere organizzativo e preventivo e, dall'altro, prevede un apparato sanzionatorio particolarmente dettagliato quale idoneo deterrente alla violazione delle norme di cautela sui luoghi di lavoro. 

Il provvedimento si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, fino al lavoro autonomo ed al lavoro gratuito tipico delle organizzazioni di volontariato.

2. Proroga del termine
L'art. 306, co. 2, D.Lgs. 81/2008, prevedeva, in origine, che le disposizioni relative agli obblighi del datore di lavoro in materia di sicurezza sul lavoro e al documento di valutazione dei rischi dovessero entrare in vigore decorsi novanta giorni dalla pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale, per cui entro il 29 luglio 2008.

Tuttavia, il D.L. 03/06/2008, n. 97, recante "disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga di termini", ha previsto la proroga del termine per l'adeguamento del documento di valutazione dei rischi alle nuove disposizioni del D.Lgs. 81/2008.

Di conseguenza, la nuova disciplina diverrà efficace "a decorrere dall'1 gennaio 2009", così che, entro il 31/12/2008, il documento di valutazione dei rischi aziendale (DVR) dovrà essere aggiornato rispettando i nuovi contenuti e le modalità di cui agli artt. 28 e 29, T.U..

Contestualmente, solo a decorrere dal 1° gennaio 2009 saranno applicabili al datore di lavoro le nuove sanzioni previste dall'art. 55, T.U., in caso di omessa o carente valutazione dei rischi.
3. Il documento di valutazione dei rischi
Il D.Lgs. 81/2008 dedica una specifica Sezione (la II del Titolo I) alla disciplina della "valutazione dei rischi", adempimento di assoluto rilievo per i fini di piena tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro.

Si tratta di un obbligo che già era previsto all'art. 4, D.Lgs. 626/1994, e che oggi trova più compiuta determinazione negli artt. 28 e 29, T.U.. 

All'art. 28, co. 1, si impone al datore di lavoro l'analisi di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli "particolari", anche collegati allo "stress lavoro-correlato", quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi.

La valutazione deve riguardare anche la scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati e la sistemazione dei luoghi di lavoro.

L'art. 17 impone la generale non delegabilità, oltre che della designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, anche della procedura di valutazione dei rischi e della redazione del conseguente documento.

Si tratta di una previsione significativa che conferma la centralità dell'adempimento, in stretta connessione con il dovere generale di sicurezza che, ai sensi dell'art. 2087, c.c., grava sul datore di lavoro. 

Tuttavia l'anzidetta indelegabilità soffre un'eccezione nelle imprese di piccole dimensioni che non effettuino attività pericolose.
L'art. 29, co. 5, dispone che "i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuino la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all'art. 6, co. 8, lettera f). 
Fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all'art. 6, co. 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l'effettuazione della valutazione dei rischi".

D'altro canto, l'art. 17, lett. a), considera non delegabile solo la funzione di valutazione di tutti i rischi che confluisca nella conseguente redazione del documento di cui all'art. 28, secondo le modalità contemplate dall'art. 29, co. 1, disposizione che lega il procedimento complesso di valutazione ed elaborazione del documento. 

Qualora, invece, la valutazione dei rischi - di cui all'art. 29, co. 5, per le piccole imprese - sia scollegata dall'elaborazione di un documento e riferibile alla mera autocertificazione, non si ricade nell'esclusione dell'art. 17, co. 1, lett. a), pertanto, la verifica (ma non l'autocertificazione) può essere oggetto di delega.
4. Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione
L'art. 26 co. 3, prevede che, "in caso di affidamento dei lavori all'impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda", il datore di lavoro committente debba promuovere "la cooperazione ed il coordinamento" delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull'attività lavorativa oggetto dell'appalto, mediante l'elaborazione di un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. 

Il documento dovrà essere allegato al contratto di appalto o di opera. 

Ai contratti stipulati anteriormente al 25/08/2007 ed ancora in corso alla data del 31/12/2008, il documento anzidetto dovrà essere allegato entro tale ultima data. 

Restano, ovviamente, salve le specifiche disposizioni relative ai rischi propri delle attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.


Continua... 


Stefano Comellini
Tratto da Dispensa MAP on-line, novembre 2008

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