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31.08.2010La polemica sulla «626». La replica: rilievi eccessivi, serve meno burocrazia.«La sicurezza sul lavoro è un'irrinunciabile conquista della civiltà occidentale, l'eccesso occhiuto della burocrazie è un derivato della stupidità... E la legge 626, assorbita in un nuovo Testo unico, non fa eccezione. Si deve distinguere tra effettiva tutela della sicurezza sul lavoro, che è fondamentale, ed eccessiva burocrazia che è quasi demenziale». È l'applicazione italiana della direttiva europea sulla sicurezza sul lavoro nelle Pmi «fabbrica dell'assurdo», è «l'estensione parossistica» di regole «che poco o niente hanno a che vedere con la sicurezza sul lavoro» e che costringono «l'artigiano nel suo laboratorio a diventare matto con la burocrazia» a entrare nel mirino del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Lo ha precisato il ministro stesso ieri sera in un lungo comunicato, al termine di una giornata di polemiche scaturite dalla ripresa delle agenzie stampa di un commento sulla legge 626 sulla sicurezza sul lavoro attribuito a Tremonti, intervenuto dal palco del Berghem festival di Alzano Lombardo domenica sera, con i ministri Maroni e Calderoli.
Tremonti nel comunicato ricostruisce l'antefatto: «Cinque parole cinque dette a Bergamo alle undici di sera a una festa», "come ad esempio la 626", hanno fornito l'occasione di «una polemica un po' eccessiva». Tremonti è convinto che dei costi artificiali della burocrazia si può fare a meno «senza mettere in discussione la vita e la sicurezza dei lavoratori». Le regole pensate in Europa per la grande industria «sono fondamentali e inviolabili» ma paradossali quando applicate «alla piccola minima individuale impresa». L'artigiano diventa matto con la burocrazia «ed è perché non capisce tutto questo che la sinistra si allontana fatalmente dalla realtà», ha ironizzato Tremonti invitando gli ex ministri Pd del lavoro Tiziano Treu (suo professore di diritto del lavoro) e Cesare Damiano a un dibattito, magari nella «sede degli artigiani di Mestre».
L'agenzia Ansa aveva attribuito al ministro il commento: «Robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci», ripreso nel contesto di un dibattito su riforme e federalismo. «Dobbiamo rinunciare a una quantità di regole inutili», aveva incalzato Tremonti. All'una di notte poi, all'Ansa la precisazione della portavoce del ministro, Manuela Bravi: «Tremonti tra le regole eccessive si riferiva all'Europa, alla giurisdizione europea e alla sua estensione eccessiva rispetto all'obiettivo sulla sicurezza del lavoro, che resta essenziale». A nulla è però servita la puntualizzazione. Ieri la giornata è stata scandita da uno strascico di polemiche sul "lusso" della 626. Per il portavoce dell'Italia del valori Leoluca Orlando «le dichiarazioni di Tremonti sono vergognose, uno schiaffo in faccia ai lavoratori». «Se non categoricamente smentite, sono doppiamente vergognose perché giungono in una giornata segnata da incidenti mortali sul lavoro», ha tuonato Stefano Fassina, responsabile economico del Pd. Per Tiziano Treu, le parole del ministro sono «un lapsus gravissimo». «Il governo della controriforma del lavoro getta la maschera», ha polemizzato Cesare Damiano, capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera. Tremonti è pronto al confronto, a Mestre.
Sicurezza sul lavoro
La legge 626 per la sicurezza sui luoghi di lavoro è stata abrogata ed è confluita nel nuovo testo unico sulla sicurezza, il decreto legislativo 9 aprile 2008, numero 81. Il Dlgs è stato successivamente integrato e corretto con il nuovo Dlgs n. 106 del 3 agosto 2009. Le nuove norme sono entrate in vigore il 20 agosto 2009. Ma non saranno le ultime: la materia è estremamente complessa e i tentativi per modificarla sono ancora in corso