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Consulenza Gestionale

Blocco dei pagamenti - Art. 48-bis, D.P.R. 602/1973 - II PARTE

13.12.2007 Le forme di tutela giudiziale per il contribuente e gli strumenti di verifica a disposizione della pubblica amministrazione. Nell'ambito dei presupposi oggettivi, la cui analisi ha avuto inizio nella prima parte del presente approfondimento, resta infine da chiedersi quale forma di tutela giudiziale sia a disposizione del contribuente che ritenga di aver subito un "blocco" ingiustificato, se davanti al giudice civile, avuto riguardo alla materia del contendere (riscossione coattiva), o anche al giudice amministrativo, quando l'ente che effettua il blocco è un'Amministrazione pubblica.
Presupposti oggettivi del blocco
Fattispecie bloccante ex art. 48-bis, D.P.R. 602/1973 Inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento Senza eccezioni


Eccezioni da valutare nell'applicazione della norma
Fattispecie non bloccanti Avviso di accertamento rettifica o liquidazione definitivo senza notifica della cartella Situazione potenzialmente bloccante, ma concretamente non operante in assenza di notifica
Sentenza sfavorevole al contribuente senza notifica della cartella
Notifica della cartella, nel periodo dei 60 giorni successivo al suo ricevimento Perché il contribuente non è ancora inadempiente
Fattispecie bloccante Notifica della cartella a seguito di iscrizione a ruolo provvisoria in caso di accoglimento del ricorso Cartella giuridicamente non giustificabile >> blocco teoricamente inapplicabile
Cartella notificata con sospensione amministrativa o giudiziaria o in via di autotutela Fattispecie che non dovrebbe bloccare per inoperatività effettiva della cartella
Cartella notificata con sospensione amministrativa o giudiziaria o in via di autotutela con fidejussione Fattispecie che non dovrebbe bloccare per inoperatività effettiva della cartella e per assenza del rischio erariale
Cartella notificata con sospensione della stessa per eventi eccezionali (ad es: calamità naturali) Non dovrebbe bloccare per inoperatività effettiva della cartella
Notifica della cartella con rateazione del pagamento
2. Strumenti per la verifica
Una delle questioni più delicate riguarda le concrete modalità di effettuazione dei controlli da parte delle amministrazioni pubbliche.
Il dialogo tra enti che devono disporre il pagamento ed Equitalia S.p.A. deve avvenire sulla base di procedure che siano rispettose della normativa sulla privacy, ma che nello stesso tempo conducano a risultati efficaci in termini di proficuità dei controlli.
2.1. Privacy
In merito alla privacy è da escludere che l'amministrazione interessata possa avere accesso diretto presso la banca dati dell'agente della riscossione. Di conseguenza, sembra plausibile ritenere l'ente dovrà presentare una formale richiesta ad Equitalia spa, anche in via telematica, come specificato nel più volte citato art. 48-bis o attraverso i tradizionali strumenti di comunicazione (servizio postale, telefax etc.), preferibilmente, secondo la Ragioneria generale dello Stato, attraverso le più economiche e veloci procedure informatiche (posta elettronica).
La domanda, per scongiurare qualsiasi tipo di errori (ad esempio, omonimia, ecc...), dovrà essere accompagnata dal codice fiscale e dall'eventuale partita IVA del soggetto verificato.
2. Efficacia della verifica
In merito all'efficacia della verifica, invece, occorre riflettere su alcune situazioni che possono comprometterne l'esito. Potrebbe, ad esempio, verificarsi il caso di cartelle di pagamento notificate a soggetti che successivamente si estinguono a seguito di operazioni straordinarie (trasformazioni, fusioni, scissioni totali, ecc...).
In queste situazioni, infatti, il soggetto risultante dalla riorganizzazione societaria subentra in tutti rapporti giuridici attivi e passivi del dante causa e, quindi, anche in eventuali posizioni debitorie e creditorie. Fiscalmente si verifica una successione nell'obbligazione tributaria, senza necessità di riemissione della cartella di pagamento. Di conseguenza, potrebbe non emergere lo stato di inadempienza dell'avente causa e l'ente dare corso al mandato di pagamento sulla base della verifica.
Analoga situazione potrebbe aversi in caso di cessione d'azienda: in questo caso, infatti, all'obbligazione del cedente si affianca quella del cessionario, ma la verifica su eventuali inadempienze di quest'ultimo potrebbe dare esito negativo, di conseguenza, anche in questo caso finirebbe per essere vanificata l'intenzione di combattere l'evasione da riscossione.
3. La via dell'autocertificazione
Secondo l'interpretazione della Ragioneria dello Stato, poi superata dal collegato alla Finanziaria, la verifica va esperita direttamente presso Equitalia S.p.A. nella sua qualità di agente della riscossione o, in alternativa, tramite acquisizione da parte dell'amministrazione competente di una dichiarazione da accludere al mandato di pagamento, resa dal beneficiario dalla quale risulti l'assenza di qualsiasi inadempimento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento ovvero lo stato o le misure delle somme dovute.
A ben vedere, però, per la proficuità dei controlli il regolamento di attuazione dovrebbe prevedere l'obbligatorietà della dichiarazione sostitutiva (ex art. 47, D.P.R. 445/2000) nell'ambito del procedimento di verifica, quindi, non in alternativa, ma in concomitanza con la verifica diretta presso l'agente della riscossione.
In questo modo, il beneficiario del pagamento potrebbe esser messo nelle condizioni di autodichiarare situazioni debitorie non altrimenti scovabili.

Redazione MAP
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