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Se vogliono garantirsi i contributi per la pensione, i volontari del servizio civile dovranno mettere mano al portafogli e pagarsi il riscatto.
Lo ha confermato l'Inps con il messaggio 14174 di ieri, 23 giugno, che ha aggiornato le istruzioni operative in seguito alle richieste dell'Ufficio nazionale del Servizio civile per i soggetti in attività anche nel corso del 2008.
È stata la legge 185/08 (manovra anti-crisi) a rivedere ancora una volta la posizione previdenziale dei giovani tra i 18 e i 28 anni impegnati nel servizio civile, con l'eliminazione dal 1° gennaio 2009 di qualsiasi obbligo contributivo a carico dell'apposito Fondo nazionale.
Fino a tutto il 2005, fino a quando è stata adottata la leva obbligatoria, non ci sono stati problemi: veniva riconosciuto a domanda l'accredito figurativo.
Dal 1° gennaio del 2006, con l'entrata in vigore della nuova disciplina del servizio civile, i volontari sono stati considerati dipendenti pubblici per i quali il contributo doveva essere posto a carico dello Stato.
In realtà ciò non è avvenuto perché l'agenzia delle Entrate, ritenendo il compenso forfetario percepito dai volontari (circa 450 euro al mese) un reddito di collaborazione coordinata e continuativa, aveva imposto il versamento della contribuzione alla gestione separata del l'Inps.
Sergio D'Onofrio
IL SOLE 24 ORE