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Consulenza Gestionale

Nel Lazio squilibrio tra incentivi e Irap

01.03.2011 Il gettito ricavato dalla tassazione sulle aziende è superiore ai contributi erogati dalla Regione.

Dal 2006 le imprese laziali subiscono un pesante inasprimento dell'aliquota Irap il cui gettito concorre, in misura crescente, alla copertura degli strutturali disavanzi della sanità. 
Nel 2010, va specificato, è scattato un ulteriore incremento Irap che ha portato l'aliquota a 1,07 punti percentuali superiore rispetto a quella ordinaria vigente nelle regioni non sottoposte a piani di rientro. 
Tale, ormai strutturale, inasprimento ha determinato nel periodo 2006-2010 un maggior carico sulle imprese laziali pari a 1,838 miliardi di euro. 
La portata fortemente penalizzante per le imprese laziali emerge anche dal confronto del gettito addizionale dell'imposta con i complessivi contributi diretti alle imprese erogati dalla Regione. 
Precisiamo che abbiamo considerato i contributi di tre Assessorati: Pmi, Commercio e Artigianato; Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione; Bilancio e programmazione economico-finanziaria. 

In sintesi dall'analisi emerge che il gettito addizionale Irap, nel quadriennio 2007-2010, sopravanza in 3 anni su 4 i contributi complessivi alle imprese. 
Un saldo valido soltanto in termini di aggregati. 
Non considera infatti il punto fondamentale che, a fronte di una imposta che colpisce tutte le imprese, i beneficiari del sostegno pubblico sono una quota marginale dell'intera platea. 
In altri termini, a livello microeconomico, c'è una evidente asimmetria fra un onere fiscale certo per tutte le imprese, parametrato sulla propria base imponibile Irap, e una "compensazione" tramite la percezione di un contributo e/o agevolazione pubblica per un numero decisamente contenuto di aziende. 

Attiriamo l'attenzione sul fatto che questa analisi comparativa deve porre necessariamente a confronto due aggregati non del tutto omogenei. Se è infatti incontestabile che il gettito complessivo della maggiorazione Irap è integralmente "cassa" per la Regione (e simmetricamente debito di imposta per l'impresa), non altrettanto si può dire dell'aggregato contributi diretti totali a favore degli operatori economici. 
Considerando gli stanziamenti annui per questa tipologia di spesa (nelle sue diverse articolazioni) va precisato che non tutti si trasformano in "cassa" per l'impresa nell'anno. 
Vista l'estrema complessità di ricostruire la "cassa" annua partendo dagli specifici stanziamenti per contributi alle imprese, abbiamo utilizzato come una proxy - una sovrastima - la voce impegni di spesa del bilancio regionale in questo ambito.

Più precisamente va sottolineato che - in base a dati della Corte dei Conti del Lazio - l'indicatore finanziario denominato "capacità di impegno" (rapporto appunto fra gli impegni e gli stanziamenti complessivi) evidenzia un valore di circa il 76%. 
Ciò significa che poco meno di un quarto degli stanziamenti non viene impegnato nell'anno e va - come si dice in termini tecnici - in economia di stanziamento. 

Al fine di sviluppare la nostra analisi comparativa abbiamo considerato anche un altro indicatore finanziario che considera la "cassa" riferita, però, alla percentuale di pagamenti a favore delle imprese rispetto all'aggregato massa spendibile, composto dagli stanziamenti dell'anno e i residui passivi di anni precedenti (cioè impegni di spesa assunti precedentemente). 
Anche questo indicatore non consente una comparazione pienamente soddisfacente. Va osservato, infatti, che esso è parzialmente disomogeneo rispetto al gettito Irap confrontandosi una "cassa" di più annualità con il gettito Irap riferito, invece, all'anno di riferimento. 
Questo l'indicatore - denominato "capacità di spesa" - si attesta intorno al 54%; percentuale che evidenzia la rilevante quota di questa massa che non riesce a trasformarsi in spesa effettiva ogni anno.

In questo quadro è fondamentale il successo del piano di razionalizzazione del Sistema sanitario avviato dalla Regione Lazio. 
Strada obbligata per rendere credibile innanzitutto l'eliminazione della maggiorazione Irap e, prospetticamente, la liberazione di nuove risorse per il complessivo sviluppo del Lazio.



IL SOLE 24 ORE
Roberto Arbore, Responsabile Rapporti Economici Confindustria Lazio

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