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Finanza agevolata

I programmi di Bruxelles per i prossimi vent'anni

03.07.2009 La quota Ue raddoppia ma resta limitata al 12%.

Nell'Europa a 27 il progresso delle fonti rinnovabili, nei settori della produzione di energia elettrica e dei trasporti, appare disomogeneo. 
La Ue si è trovata a constatarlo nella verifica biennale prevista per gli stati membri e lo espone nel rapporto 2009 sul tema, da cui emerge che sarà molto difficile centrare gli obiettivi prefissati per il 2010 dalle direttive 2001/77 e 2003/30.
Poiché si stima che le fonti inesauribili possano raggiungere nella produzione di energia elettrica la quota del 19%, anziché del 21%, e quella del 4%, anziché del 5,75%, nei trasporti, l'Unione europea ha varato una nuova direttiva per migliorare la situazione nel prossimo decennio.

Nello scenario futuro della Ue a 27 tali fonti avranno un ruolo di rilievo a seguito delle politiche ambientali perseguite negli ultimi anni. 
Secondo le previsioni, infatti, dal 2005 al 2030 saranno quelle a maggior crescita (superiore al 90%), grazie al contributo che possono dare sia in termini di sostenibilità ambientale sia di sicurezza degli approvvigionamenti, limitando la dipendenza dell'Europa dall'importazione di energia primaria (quella usata per generare l'energia fornita al consumatore finale e per il suo trasporto, comprese le perdite).

«Stati Uniti e Cina - ritiene Francesco Starace, presidente di Enel Green Power -, grazie a progetti ambiziosi e a un'enorme disponibilità di risorse naturali, punteranno a recuperare il ritardo tecnologico accumulato nei confronti dell'Europa, che già da un decennio opera nel settore conseguendo risultati di rilievo in alcuni paesi e che deve continuare su questa strada premendo sull'acceleratore. 
In quest'ottica sarà importante l'impegno nell'innovazione tecnologica del l'industria europea del rinnovabile, a fronte della sempre più pressante necessità di ridurre i costi».

Le energie eolica, solare e da biomasse dovrebbero raggiungere la scala industriale nel medio-lungo termine, con un taglio dei costi maggiore di quella delle altre rinnovabili. 
Dalla prima ci si aspetta nel 2030 una quantità di Megawatt oltre 15 volte maggiore di quella fornita nel 2000. Ossia, quasi quanto fornirà l'idroelettrico, il cui contributo sarà limitato dalle restrizioni ambientali.

Sempre secondo previsioni Ue, nel periodo 2005-2030 crescerà dell'11% la domanda di energia primaria. All'aumento faranno fronte il metano e le rinnovabili, le uniche fonti che vedranno aumentata la propria quota. 
Quest'ultima, che per le rinnovabibili nel 2005 era inferiore al 7%, passerà all'8% nel 2010, al 10% nel 2020 e al 12% nel 2030.

Per quanto riguarda invece la domanda di energia finale, tale quota raggiungerà il 12,7% nel 2020 se non cambieranno le misure avviate dagli stati membri entro il 2006. 
Diversamente, alla stessa data potrebbe raggiungere il 20 per cento. Il maggior impiego delle rinnovabili sarà nella produzione di elettricità, seguita dai trasporti e dal condizionamento dell'aria.

Per il settore dei trasporti, oltre che per quelli di industria e servizi, la crescita della domanda di energia finale, rispetto al 2005, nel 2030 sarà almeno del 20%, anche se nel periodo considerato il tasso annuo dovrebbe diminuire gradualmente, grazie a una minor crescita dell'attività e a una maggior efficienza dei combustibili, da attribuire a un'applicazione della direttiva su quelli bio. Rimarrà invece abbastanza contenuta per i settori residenziale e agricolo, 8% e 12% rispettivamente, mentre per l'industria e i servizi crescerà rispettivamente del 20% e del 26 per cento.

Lo spostamento verso l'elettricità è previsto in tutti i settori e avrebbe come conseguenza un aumento elevato (+35%) della richiesta di tale tipo di energia e della quota delle fonti rinnovabili nella sua produzione, che arriverebbe almeno al 23% nel 2030.
Avrebbe anche il merito di contenere nei limiti del 6% l'aumento delle emissioni di CO2. 
Non altrettanto contenute sarebbero invece quelle ascrivibili al consumo di energia (inclusi i voli internazionali) che, dopo essere rimaste fino al 2010 a un livello inferiore a quello del 1990, riprenderebbero ad aumentare in modo significativo nel medio e lungo periodo. 
Così da arrivare a superare i livelli del 1990 del 5,1% nel 2020 e del 5,4% nel 2030.

IL SOLE 24 ORE


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