Accelerare il varo del pacchetto incentivi per evitare contraccolpi sugli ordini dei settori industriali.
Dopo oltre due mesi di discussioni tecniche tra i ministeri interessati, Confindustria chiede una svolta in tempi brevissimi.
«Con una serie di dichiarazioni pubbliche di suoi autorevoli esponenti - sottolinea l'associazione degli industriali in una nota - il governo ha ripetutamente annunciato misure di sostegno sia ai consumi che agli investimenti, creando aspettative nel mondo produttivo. A questo punto diventa determinante che le misure più volte annunciate vengano adottate subito, senza dannosi ritardi tra il varo dei provvedimenti e l'individuazione dei settori interessati».
La bozza di decreto preparata dall'Economia prevede di istituire un fondo unico per il sostegno alla domanda, con individuazione delle singole misure demandata a un successivo decreto di natura non regolamentare del ministero dello Sviluppo economico.
Il fondo avrebbe una dotazione di 300 milioni, molto meno di quanto si era prospettato nelle prime valutazioni all'inizio dell'anno. Un plafond non sufficiente a soddisfare tutte le richieste giunte dai differenti settori industriali ma, dopo i numerosi rinvii, per Confindustria adesso è prioritaria la rapidità con cui verranno definite le misure: solo pochi giorni dopo il varo del provvedimento quadro, è l'auspicio delle imprese.
Il pericolo è che ancora una volta l'effetto annuncio paralizzi il mercato con un effetto controproducente: con ulteriori ritardi, è la tesi, «si assisterebbe a un effetto perverso di ulteriore freno al rilancio degli ordini».
Il decreto incentivi potrebbe essere esaminato dal Consiglio dei ministri di questa settimana, anche se il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola non ha fornito scadenze precise: l'obiettivo del governo - ha commentato - è «focalizzare qualche aiuto ai settori maggiormente in crisi, così come definire e quantificare l'aiuto che dobbiamo a quei contratti di programma in quelle aree di crisi industriali che necessitano di intervento».
Tra le situazioni di maggiore difficoltà, Scajola ha ricordato quelle della Merloni, della Alcoa, di Eutelia.
Nella nota diffusa ieri, Confindustria ricorda che in Francia e Germania con i pacchetti di stimolo e sostegno dell'economia reale nel 2010 sono stati complessivamente stanziati 60 miliardi di euro.
In Italia, prosegue l'organizzazione degli imprenditori, «da molti mesi sono in discussione le misure urgenti a sostegno di alcuni importanti settori produttivi che soffrono cali della domanda assai preoccupanti; spesso nell'ordine del 30% e anche più».
Tra i settori in pole position per gli incentivi ci sono elettrodomestici, cucine componibili, macchine agricole e industriali, rimorchi, edilizia, nautica, tessile, scooter.
Anche ieri, invece, Scajola ha confermato che non sarà rinnovato il bonus per la rottamazione auto. Il presidente di Bmw Italia Andrea Castronovo, al Salone di Ginevra, ha parlato di un tavolo di trattative aperto con il governo sulla possibile adozione di un piano di defiscalizzazione delle flotte aziendali.
Un eventuale intervento in tal senso, comunque, non sarebbe inserito nel decreto sviluppo di cui si parla in queste settimane.
Carmine Fotina
IL SOLE 24 ORE