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Garanzia per il credito

Tenuta del credito dopo gli stress test

28.07.2010 I governi hanno dimostrato che non consentiranno default né di banche né di stati.

Che dire dell'esito dello stress test? 
«Primo, le banche hanno tenuto, ma su questo non avevo dubbi. Secondo, le banche centrali stanno riprendendo il controllo della situazione nell'ambito di azioni coordinate. Terzo, i governi hanno dimostrato che non consentiranno default né di banche né, tantomeno, di stati». E questo, in sintesi, spiega perché sia più che positivo il giudizio sulle "prove di resistenza" formulato da Carlo Salvatori, banchiere di lungo corso, oggi al vertice di Lazard Italia.

Stress test promosso, dunque, ma soprattutto è il messaggio tranquillizzante che arriva dalle autorità europee a essere apprezzato. 
«Nelle simulazioni, appunto, non è contemplata l'eventualità di default. Questo per me non è ottimismo buonista, come hanno criticato alcuni economisti, bensì sano realismo. Che le autorità siano impegnate a scongiurare eventualità del genere lo dimostra per esempio il fatto che un ministro autorevole come Giulio Tremonti abbia riaperto una finestra per i bond a favore delle banche».

Sul mercato sono state però sollevate perplessità sulla metodologia, in particolare per quanto riguarda la valutazione del rischio sovrano limitata ai soli portafogli di trading e non invece ai portafogli immobilizzati.

Mi sembra corretto. Da una parte le banche centrali - lo stanno già dimostrando - sono disposte a fornire al sistema tutta la liquidità che occorre, dall'altra c'è l'implicita garanzia dei governi a non consentire default. Se è così, a scadenza i titoli verranno rimborsati e dunque nel lungo periodo non possono che valere cento.

Le banche italiane hanno tutte passato l'esame, ma nei confronti internazionali continuano a essere penalizzate finchè si insiste sul tasto dei criteri patrimoniali, quando invece i problemi del dopo Lehman sono stati problemi di finanza. Non le pare?

Le banche italiane hanno retto bene alla crisi, e anche meglio delle altre, visto che non hanno avuto bisogno di massicci interventi pubblici. 
Però è vero che i confronti le penalizzano. 
Mi auguro che in futuro si arrivi a correggere i criteri di valutazione, ma sono convinto che debbano esserci degli aggiustamenti dal momento che tutti i problemi sono nati appunto da una leva eccessiva e cioè dalla finanza. 
Fino a vent'anni fa gli strumenti finanziari erano legati all'economia reale, poi la deregolamentazione dei mercati, l'abbondante liquidità e i tassi bassi hanno portato all'eccesso di leva, allo scollamento tra finanza ed economia. 
Ma penso che in futuro sia giusto privilegiare la banca che sostiene l'economia piuttosto che la banca che fa finanza.

Le sette banche bocciate - cinque casse spagnole, la greca Atebank, la tedesca Hypo Re - non paiono una minaccia: bene o male hanno tutte le spalle coperte dai rispettivi governi.

Ma anche se fossero totalmente private, non costituirebbero un grande problema: per metterle in regola occorrerebbe poco (3,5 miliardi, secondo lo stress test, ndr) e oltretutto i governi stanno già affrontando la situazione. 
La Spagna sta favorendo un processo di consolidamento tra le casse, per la banca greca è già in corso un processo di vendita, quella tedesca si sapeva ma il governo ha già preso misure.

C'è chi teme che scrutinare solo i big del credito non serva a far emergere i veri rischi relativi all'intera categoria delle casse spagnole e delle Landesbank tedesche.

Mi sembra che il problema sia sotto controllo perchè le autorità dei rispettivi paesi si stanno già muovendo per evitare problemi sistemici.

Quindi, ottimista anche sulla reazione dei mercati?

Direi di sì, due anni dalla crisi innescata dal fallimento Lehman non sono passati invano. 
Ora il prossimo passo è la "riapertura" del mercato interbancario. 
Dopo tutte queste rassicurazioni si può ripristinare anche la fiducia tra le banche e tornare al "normale" funzionamento del mercato interbancario, che al momento si regge ancora sugli interventi della Bce.

E il cambio?

Tenuto conto del quadro economico e della solidità del sistema creditizio, direi che il livello del cambio è sostenibile.

Insomma, basta con la caduta dell'euro. Cosa manca?

La verifica della ripresa economica. 
Oggi si respira un certo ottimismo sulle prospettive, ma se si possa parlare di trend piuttosto che di situazione contingente lo vedremo dopo l'estate. 
Se l'economia si riprenderà, si andrà verso un nuovo equilibrio, a vantaggio di tutti, di chi governa, delle autorità monetarie, della gente, delle banche e delle imprese.


IL SOLE 24 ORE
Antonella Olivieri

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