24/01/2012 - 350 milioni da Finpiemonte, incentivi per sicurezza sul lavoro, bando in Toscana
Un milione al giorno è il sostegno che
Finpiemonte ha concesso alle imprese nel 2011.
In un anno ha distribuito 350 milioni a circa 6.000 imprese, di cui 220 solo nella provincia di Torino. In particolare, il volume delle attività gestite da Finpiemonte è stato di oltre 120 milioni di finanziamenti e 64 di garanzie. I beneficiari sono state soprattutto le imprese che hanno ottenuto 243 milioni di euro: 73,5 milioni sono stati spesi per i progetti di ricerca e innovazione e 70 milioni per favorire l'accesso al credito.
Risultati importanti sono stati conseguiti nel 2011 anche con il Pacchetto straordinario per l'Occupazione. Attraverso Finpiemonte sono stati concessi finora circa 109 milioni dei 460 complessivamente stanziati con il Pacchetto. Oltre il 65% è stato destinato a favorire l'accesso al credito e sostenere le politiche per il lavoro, iI 30% è stato, invece, destinato alla ricerca e all'innovazione, mentre la parte restante al settore dell'energia.
Una buona notizia per il mondo delle imprese è che la Regione Piemonte, insieme a Finpiemonte, ha in programma di varare a breve nuove misure eccezionali per il credito: saranno messi a disposizione 250 milioni di euro da fondi dalla Bei, la Banca europea per gli investimenti, e dalla Cassa depositi e prestiti per favorire l'erogazione di credito alle imprese e incentivare nuovi programmi di investimenti.
Con il
bando Inail ci sono 205 milioni di euro a disposizione delle aziende di tutti i settori e di ogni dimensione che realizzano nuovi investimenti per migliorare la sicurezza sul lavoro.
Il bando agevola, infatti, i progetti volti al miglioramento delle condizioni di
salute e sicurezza dei lavoratori e l'adozione di
modelli organizzativi, linee guida Uni-Inail e
modello 231 e di responsabilità sociale
SA 8000.
L'agevolazione concessa è un contributo a fondo perduto del 50% delle spese che non può superare i 100 mila euro.
Fino al 7 marzo è possibile iniziare a predisporre le domande on line, mentre l'invio vero e proprio (che avverrà sempre con procedura on line) sarà possibile dopo il 14 marzo, in una data che deve ancora essere definita. Le spese, per essere agevolate, devono essere sostenute solo dopo che l'Inps avrà comunicato all'azienda di avere ottenuto il contributo a fondo perduto.
Il 1° febbraio in Toscana apre il nuovo bando del
Por Ricerca e Sviluppo destinato alle aziende toscane di tutte le dimensioni.
Si possono finanziare i progetti di ricerca orientati a sostenere la creazione di prodotti a maggiore valore aggiunto che privilegino le tecnologie chiave abilitanti dell'economia regionale o i settori ad alta tecnologia. Non sono ammessi i progetti di importo inferiore a 250.000 euro e superiore a 15 milioni di euro.
L'agevolazione concessa è un contributo a fondo perduto fino al 60% per le piccole imprese e fino al 50% per le medie imprese. Le aziende di grandi dimensioni possono ottenere, invece, un contributo fino al 25% abbinato all'erogazione di un finanziamento a tasso agevolato. I progetti devono essere realizzati solo dopo la domanda di agevolazione. Si possono presentare le domande fino al 15 marzo e a disposizione delle aziende toscane ci sono 50 milioni di euro di fondi.
Le imprese di piccole dimensioni sono quelle più proiettate sui mercati internazionali. L'export delle aziende fino a 20 dipendenti, infatti, batte quello realizzato dai concorrenti di maggiori dimensioni. Lo rivela un'elaborazione di Fondazione Impresa che sfata il luogo comune dei "piccoli" che stentano a decollare sui mercati mondiali.
Nella realtà l'internazionalizzazione diventa sempre di più la strada obbligata per non soccombere. Le piccole aziende realizzano da sole 38 miliardi di euro di esportazioni, pari al 13,6% del totale italiano, e superano dunque i 34 miliardi realizzati dalle più grandi. Hanno compreso le potenzialità dell'internazionalizzazione anche le microimprese (fino a 10 dipendenti) che contribuiscono al 7% dell'export complessivo.
Se la dimensione è sempre più internazionale lo sguardo si concentra ancora soprattutto sull'Europa: in nove comparti su dieci la Francia è sempre tra le prime tre destinazioni del Made in Italy. La mappa delle mete delle esportazioni cambia a seconda dei settori di attività delle imprese.
Il conto della crisi si fa pesante sui bilanci aziendali. I numeri dell'anno d'imposta 2009, forniti dal Dipartimento delle Finanze (dichiarazioni presentate fra il 2010 e il 2011), sono purtroppo eloquenti: il reddito medio delle imprese è in calo; si registra un fortissimo incremento delle società in fallimento oppure estinte; cala il numero dei soggetti che hanno presentato la dichiarazione Irap.
II dato che più colpisce è quello dei fallimenti e delle estinzioni di società. Rispetto ad un anno prima, le aziende fallite crescono di un impressionante +61%, mentre quelle che hanno chiuso l'attività sono aumentate del 52%.
Le Finanze riconoscono che il forte incremento si spiega con la crisi economica, e la congiuntura negativa si riflette anche sulla quota di società in utile, calate di oltre due punti percentuali. Il reddito medio dichiarato dalle imprese, pari a 257 mila euro, si riduce del 6,7% rispetto all'anno di imposta 2008, mentre calano del 3% le dichiarazioni Irap.